L’utilizzo degli acidi organici nell'alimentazione della vacca da latte

Spesso ci viene chiesto dagli allevatori, se è bene inserire gli acidificanti nella razione. Per dare una risposta chiara alle domande che ci vengono fatte iniziamo con una importante distinzione: acidificanti liberi e acidificanti protetti.

Perché questa distinzione? Perché, pur trattandosi spesso degli stessi prodotti, hanno due funzioni completamente diverse.





Gli acidificanti liberi : Ac. Acetico, propionico, citrico, sorbico, lattico, per citarne alcuni, sono impiegati come conservanti e sanitizzanti degli alimenti, (foraggi, cereali ed unifeed), per contenere le fermentazioni indesiderate e per preservare questi alimenti dalla proliferazione di muffe e lieviti.

Ottimi soprattutto per contenere lo sviluppo di micotossine e per impedire la degradazione dei nutrienti ad opera degli agenti contaminanti. Hanno generalmente costi contenuti ed i dosaggi variano per tipologia di utilizzo e specie animale.

I principali campi di applicazione sono: impedire le fermentazioni anomale che portano ad un surriscaldamento dei nostri unifeed, usarli al momento dell’insilamento di mais, pastone o foraggi per abbassare più velocemente il pH e migliorare le fermentazioni della massa, per stoccare mais e cereali con funzione di conservanti, contenere lo sviluppo di micotossine, funghi e lieviti, migliorare l’appetibilità degli alimenti, aumentare l’ingestione, migliorare le qualità organolettiche degli insilati.

I principali acidi organici liberi per questo tipo di utilizzo sono: Ac. formico, acetico e propionico.


Gli acidificanti protetti: hanno invece un campo di applicazione completamente diverso. La protezione viene effettuata per passare indenni il rumine ed arrivare direttamente a livello intestinale, dove esplicano la loro funzione.

Acidificare a livello intestinale è consigliato in caso di dismetabolie gastro-enteriche, diete molto ricche di amidi poco fermentescibili, problemi legati a coccidiosi, clostridiosi e da altri patogeni intestinali, per aiutare durante o dopo una enterite, in caso di feci indigerite/diarroiche e transiti veloci.


Acidificare con acidi organici protetti offre molti vantaggi: acidificare, attraverso una azione modulare del pH intestinale (da qui la necessità di usare un mix di acidi e non uno singolo) permette di creare un ambiente antagonista a molti patogeni acido-sensibili (E. Coli per esempio) a favore della flora saprofita benefica. Questo tipo di intervento permette di sviluppare una flora intestinale fisiologica, ricca soprattutto di lattobacilli che promuovono una migliore eubiosi intestinale. Si ottiene cosi una riduzione delle infiammazioni causate da disbiosi intestinali, un ripristino veloce della mucosa intestinale integra che aiuta a prevenire le patologie intestinali, permette un maggior e miglior assorbimento dei nutrienti evitando l’entrata nel torrente ematico di patogeni o loro prodotti e migliorare lo stato immunitario della bovina.


I principali acidi organici microincapsulati per questo tipo di impiego sono: Ac. Fumarico, citrico, malico, lattico e ortofosforico.

Spesso troviamo sul mercato diverse combinazioni di questi acidi sia in forma libera che protetta, la scelta tra liberi e protetti va sempre fatta in funzione dello scopo per il quale si intendono utilizzare. Un consiglio? In caso di utilizzo, scegliete sempre prodotti di qualità e con almeno tre-quattro diversi acidi, in quanto il loro meccanismo di azione diverso permette una azione più modulata sia in forma libera, per l’unifeed o per l’insilamento, sia in forma protetta per una salute intestinale ed una prevenzione delle disbiosi gastro-enteriche.



Per maggiori informazioni:

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Dott. Nicolò Bissolati: +39 366 8746551



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